

La cucina giapponese è molto di moda, anche in Italia. E anche da noi, di conseguenza, si è diffusa l’abitudine di mangiare il pesce crudo: sushi, sashimi, carpaccio e, ma anche marinato e in salamoia.
Certo, queste preparazioni sono molto gustose e particolarmente adatte alla tavola estiva, ma non poche sono però le insidie che si possono nascondere dietro un bel piatto di pesce crudo, dal rischio di intossicazioni a infezioni batteriche o da parassiti, anche piuttosto gravi.
Listeria, Escherichia coli, Salmonella, anisakis simplex: sono questi i microorganismi che possono rovinare la nostra estate.
Non basta quindi incrociare le dita, sperando chi il pesce sia sano, ma occorre invece prima di tutto sincerarsi che il pesce sia stata eviscerato subito dopo la pesca (quando non lo si sia fatto personalmente).
In secondo luogo, il pesce deve essere stato congelato fresco e decongelato subito prima del consumo e dopo avere trascorso almeno quattro giorni nel congelatore di casa. Infatti i parassiti e le loro larve muoiono se sottoposti a 60° C di temperatura, oppure dopo 96 ore a -15° C, 60 ore a -20° C, 12 ore a –30° C, nove ore a -40° C.
Ecco ora alcuni consigli: evitate, se non li conoscete, i ristoranti cinesi travestiti da giapponesi, evitate il pesce crudo marinato, se non siete sicuri che sia stato preventivamente congelato (chiedere al gestore del ristorante), congelate personalmente il pesce fresco che volete consumare crudo.
